Lug 07 2010

Il punto G del presidente

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari

i bariE ora ditemi.

Vi propongo un pezzetto della conferenza stampa del Presidente Berlusconi e del Ministro Tremonti a conclusione del G20 di Toronto.

Ditemi se un Ministro a una domanda come quella che leggerete può dare questa risposta:

SILVIO BERLUSCONI. Io posso dire di aver dato vita con Stephen Harper ad un rapporto di grande cordialità. Penso di poterlo anche definire di amicizia, viste le comuni origini liberali e il nostro forte credo liberale.

Siamo uniti da molte convinzioni, tra cui quella del mantenimento del G8 che l’anno scorso era stato messo in discussione dopo l’affermarsi del G20. Anche questa volta ci siamo trovati assolutamente d’accordo sulla necessità e sulla convenienza di mantenere questo Vertice.

Gli ho fatto i complimenti per la perfetta organizzazione dei due Vertici, tutti i partecipanti al G8 e al G20 hanno rimarcato la perfetta organizzazione, la caldissima ospitalità e anche la scelta delle location, che è stata veramente ed assolutamente indovinata.

 

GIULIO TREMONTI, Ministro dell’economia e delle finanze. Il federalismo canadese è uno dei modelli: ci sono biblioteche, c’è una storia dietro, lei la conosce.

Naturalmente ogni Paese ha una sua storia, quella del Canada è stata molto complessa. Tutti gli interventi fatti dal Primo Ministro del Canada erano in inglese e in francese, in francese e in inglese. Da noi no. Il Ministro canadese parla quasi sempre e solo in inglese, quindi è meno formale. In ogni caso quella del Canada è una grande esperienza. Sicuramente la conosciamo, la studiamo, mi dà un’idea, dobbiamo fare un rapporto al Parlamento e metteremo dentro una citazione anche sul Canada.

Nessun commento

Giu 29 2010

salviamo l’italiano!

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari

Titolo ambiguo per questo post, che vuole difendere sia l’italiano come lingua, sia l’italiano come individuo, al di là di qualunque pregiudizio razzista.
In Italia spendiamo mediamente appena 65 euro in acquisto di libri – mentre la Norvegia, che è il paese europeo dove si legge di più ne spende ben 208 a testa ogni anno -; l’alta percentuale di neologismi, a cominciare dal colonialismo linguistico inglese per colpa dell’informatica – ma chi ha deciso che “bloggare” è un verbo della prima coniugazione? -, per non parlare della quantità di contaminazioni d’oltre confine (a partire da quelle degli immigrati, ognuno con il suo particolare tipo di italiano), per finire con il simbolismo adolescenziale di sms e quant’altro (tvb, xché, eccetera) stanno inquinando selvaggiamente la nostra lingua.
Se a tutto questo si aggiunge l’appiattimento del giornalismo dovuto a – presunte – ragioni di sinteticità che più spesso mascherano ignoranza, si capisce come sia urgente la rivolta dell’italiano.
Di seguito, il bestiario della politica nostrana, un politichese spurio che ho già cercato senza troppo successo di proporre in questo blog. Lo rifaccio sperando di avere questa volta qualche successo in più.
(Le date sotto ogni citazione faciliteranno, per le sedute pubbliche, il riscontro audio video nei relativi siti)

«Penso che sono presenti qui tutti i 40 voti, presenti all’interno delle votazioni, certissimamente, erano all’epoca d’accordo con quello che oggi proponiamo e contestavano che noi avessimo dismesso esattamente quello che si proponeva nell’emendamento”.
(il consigliere Rocco Palese consiglio regionale della Puglia – 10 settembre 2008, sul piano sanitario della Puglia)

”Non discuto su grandi situazioni, sui metodi e quant’altro, ma non è che sia stata una occasione della sinistra chiamata alla responsabilità che non abbia innestato una serie di fatti e di circostanze che hanno contemplato”.
(il consigliere Rocco Palese consiglio regionale della Puglia – 10 settembre 2008, sul piano sanitario della Puglia)

“E quale delle migliori occasioni, nel meridione d’Italia, di andare a toccare mi stanno togliendo l’ospedale?”
(il consigliere Roberto Ruocco consiglio regionale – 10 settembre 2008, sul piano sanitario della Puglia)

“La strada del qualche cosa accessorio che ci serva come punto di partenza vediamo adesso come individuarla e come ci serva per partire già dall’inizio usando cose magari datate, ma che perlomeno son cose consolidate”
(Ministro Calderoli, Conferenza Unificata – 18 settembre, sul federalismo amministrativo)

“C’è un vincolo di legge, quindi, e non è che arriva il ministro del tesoro a firmare, perché lì c’è un signore che si chiama ragioneria generale dello Stato, che firma lui”
(il consigliere Donato Robilotta consiglio regionale del Lazio – 24 settembre 2008, sul mancato finanziamento dello Stato alla Regione).

“Quando avete problemi di maggioranza, la buttate a cagnara contro il Governo”
(il consigliere Donato Robilotta consiglio regionale del Lazio – 24 settembre 2008, sul mancato finanziamento dello Stato alla Regione).

“Non vorrei, come ho detto nel 2007 che tu a forza di dire di no, alla fine ho ragione io”
(il consigliere Donato Robilotta consiglio regionale del Lazio – 24 settembre 2008, sul mancato finanziamento dello Stato alla Regione).

“Perché le carte si possono avere con tanti occhi, un po’ elastici, un po’ meno elastici [...]. Noi abbiamo nominato la norma fatta da voi facendola coincidere con il presidente della regione”.
(il consigliere Donato Robilotta consiglio regionale del Lazio – 24 settembre 2008, sul mancato finanziamento dello Stato alla Regione).

“Il debito della Regione Lazio al 31 dicembre così come certificato dal ministero del tesoro, dalla Regione Lazio nella persona di quelli che c’erano un anno fa, dalla KLMG e non so più da chi cazzo altro, danno 2,4 miliardi di debito non transatto”
(il consigliere Donato Robilotta consiglio regionale del Lazio – 24 settembre 2008, sul mancato finanziamento dello Stato alla Regione).

“Noi da anni, oramai, lo spostamento è uno spostamento che è avvenuto di fatto di un potere dal Parlamento all’esecutivo”
(Onorevole Sesa Amici, commissioni riunite affari costituzionali di Camera e Senato – 24 settembre 2008)

“Tra un minuto non sarò più Pierino Pepe, quello allegro, quello simpatico. Mi trasformo, piaccia o non piaccia”.
(Il Presidente del Consiglio regionale della Puglia, Pietro Pepe, cercando di riportare il consiglio all’ordine. Consiglio regionale della Puglia 30 settembre 2008)

“Il Governo ha compiuto un’accelerazione su questo punto inserendolo nel PDF, ragion per cui credo che abbia tutta l’intenzione di voler realizzare l’opera”.
(Assessore regionale della Calabria, Incarnato, sul programma grandi opere – riunione del CIPE, 30 Settembre 2008)

“Aversi posto il problema….”
(consigliere Dino Marino, consiglio regionale della Puglia, 4 febbraio 2010 relatore del DDL n. 32/2009 del 15/12/2009 “Istituzione del fondo di solidarietà ai familiari di lavoratrici e lavoratori deceduti a causa di incidenti nei luoghi di lavoro”)

“Proprio perché anche io ritengo una legge importante, la ritengo una legge importante che si inserisce in un ragionamento complicato della società attuale mo’ e dei ritmi dei livelli di produzione e anche delle garanzie rispetto ai lavoratori”.
(Consigliere Vito Leonardo Aloisi, consiglio regionale della Puglia, 4 febbraio 2010 relatore del DDL n. 32/2009 del 15/12/2009 “Istituzione del fondo di solidarietà ai familiari di lavoratrici e lavoratori deceduti a causa di incidenti nei luoghi di lavoro”)

“Tutti gli ordini dei medici delle province pugliesi si sono dati appuntamento il giorno 15 gennaio del mese passato”
(Consigliere Giuseppe Romano, consiglio regionale della Puglia, 8 febbraio 2010, su Misure urgenti in materia sanitaria)

“Si è detto, poi i tempi sono stati un po’ posticipati, che noi si aspettava di comprendere complessivamente non solo la parte che attiene alla sanità, ma anche quello che attiene i lavori pubblici e le altre materie, per capire se la volontà di guardare tutto quello che attiene a disposizioni inderogabili, ad attenzione rispetto ai cittadini pugliesi era possibile praticarlo, anziché assistere ad una lenzuolata che risponde più a esigenze ideologiche o di altro tipo”.
(Consigliere Vito Leonardo Aloisi, consiglio regionale della Puglia, 8 febbraio 2010, su Misure urgenti in materia sanitaria)

“Siccome siete tutti impegnati a rimanere qua, nel momento in cui vedo che il treno non cammina, vi richiamo tutti qua e riapriamo la discussione. E poi c’abbiamo l’assessore ai treni”
(Presidente Pierino Pepe, consiglio regionale della Puglia, 8 febbraio 2010 Misure urgenti in materia sanitaria)

“Fare provvedimenti urgenti, ancor quando urgenti”
(Consigliere Tommaso Attanasio, consiglio regionale della Puglia, 8 febbraio 2010, su Misure urgenti in materia sanitaria)

“Una nuova amministrazione, una nuova coalizione che possa poter interpretare”
(Consigliere Tommaso Attanasio, consiglio regionale della Puglia, 8 febbraio 2010, su Misure urgenti in materia sanitaria)

“Ma incide moltissimo sul fatto che queste risorse mal sprecate”
(Consigliere Tommaso Attanasio, consiglio regionale della Puglia, 8 febbraio 2010, su Misure urgenti in materia sanitaria)

“Doveva essere il piano, il primo atto che doveva essere revocato, un piano combattuto, vilipendiato in tutti i sensi”
(Consigliere Rocco Palese, consiglio regionale della Puglia, 8 febbraio 2010, su Misure urgenti in materia sanitaria)

“Noi non eravamo in grado di immaginare un nostro servizio di qualità eventualmente anche rispetto alle cose che diceva il consigliere Robilotta la possibilità o meno eventualmente di estendere migliorarla e quantificarlo insomma un servizio cui già esistente che comunque doveva eventualmente assolutamente determinare i servizi minimi e l’allungamento […]”
(assessore Dalia, consiglio regionale del Lazio, 24 febbraio 2010, su “Elezione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e dei coadiutori del Garante medesimo”)

“L’altra cosa che dico è che l’opposizione nel meccanismo è giusto e più che mai sereno come ci sia anche l’opposizione…”.
(assessore Francesco Dalia, consiglio regionale del Lazio, 24 febbraio 2010, su “Elezione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e dei coadiutori del Garante medesimo”)

“Oltretutto c’è un’anomalia, che la commissione bilancio debba valutare i curriculam dei candidati…”
(assessore Nieri, consiglio regionale del Lazio, 24 febbraio 2010, su Elezione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e dei coadiutori del Garante medesimo)

“Il ministero ha stabilito una data entro quella data se non vado esatto mi correggerete sicuramente”
(onorevole Giuseppe Ruvolo, commissione agricoltura 17 marzo 2010, Seguito dell’audizione del Commissario ad acta per la gestione delle attività della soppressa Agensud trasferite al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ingegner Roberto Iodice)

“La contabilità analitica della Regione Lazio contribuisce per il 40 per cento allo sfondamento globale italiano: una cosa di cui essere andati fieri”.
(Luigi Frati, rettore dell’università la Sapienza, Senato accademico del 23 Marzo 2010, su Revisione Statuto della Sapienza)

“Tra l’altro sono sceglibili in una certa categoria e non liberi, e soprattutto contano se ci sono, e se non ci sono è come se non ci fossero”.
(Luigi Frati, rettore dell’università la Sapienza, Senato accademico del 23 Marzo 2010, su Revisione Statuto della Sapienza)

“Noi abbiamo una fascia d’età, come lei mi insegna, Presidente, che va dai 50 ai 65 anni con poteri di deroga superiore per eccezionali meriti. Qui abbiamo un giovane di 45 anni…”.
(professor Manzella Consiglio di presidenza della corte dei conti del 23 Marzo 2010)

“Si può fare ameno della tv […]”
(campagna elettorale, ‘Così il web
ha cambiato le regole del gioco – Il format di Enrico Mentana ha provato due cose fondamentali’, Aldo Grasso, corriere.it, 27 marzo 2010)

“Anche qui guardiamoci con le palle negli occhi”
(Luigi Frati, rettore dell’università la Sapienza, Senato accademico del 4 Maggio
2010, su Revisione Statuto della Sapienza)

“Cercherò di essere silente mentre parlo, ma è difficile, Presidente”.
(Consigliere Francesco Storace, prima seduta del consiglio regionale del Lazio, 12 maggio 2010, su articolo 38 del regolamento)

“Non faccio altro che svolgere un ruolo super partner”.
(Consigliere Claudio Fazzone, presidente f.f. prima seduta del consiglio regionale del Lazio, 12 maggio 2010, su votazione del Presidente del Consiglio)

“Perché poi sappiamo cosa può succedere quando succede qualcosa”
(Vice Presidente dell’ANCI, Osvaldo Napoli, Direttivo Anci, 2010)

“Ringrazio Angelo per la pazienza di avermelo fatto rubare”.
(Giacomo D’Arrigo, coordinatore nazionale ANCI Giovane, II Assemblea programmatica nazionale ANCI Giovane, Taormina, 7 maggio 2010)

“Sono Andrea chiamo da Torino ringrazio Radio Radicale per questa cosa e rinnovo un appello già fatto nelle chiamate precedenti a tutti quanti soprattutto ai credenti a smetterla di affidarsi alle religioni soprattutto quella cattolica perché è il modo è l’unico modo per riuscire a capirne qualche cosa di che cosa diavolo siamo. Credere a Dio dire è un pensiero che ci svia completamente ci affidiamo a quello ma in realtà non abbiamo capito niente per cortesia smettiamola di credere a Dio grazie a tutti”
(Un radio ascoltatore in una telefonata a Radio Radicale)

“Presidente aggiunto Minerva: Questa è la cartina di tornasole […].
Professor Manzella: Sarà la cartina del Presidente Lazzaro personalmente, però se il Consiglio vota dieci a uno, può tornasolare quanto vuole, ma rimane solo, torna solo”.
(Consiglio di Presidenza della Corte dei conti, adunanza del 19 Maggio 2010)

“Mi auguro che sia una legislatura molto profica”.
(il Consigliere Rocco Palese, prima seduta del Consiglio regionale della Puglia Lazio, 27 maggio 2010, su votazione del Presidente del Consiglio)

“La mia preferenza è quindi nei confronti del Calamaro – ho fame! – ”
(Primo referendario Patrizia Ferrari, adunanza della Corte dei conti dell’8 giugno 2010)

Nessun commento

Giu 29 2010

il lato b…di berlusconi

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari

src=”http://monicaleopardi.blog.tiscali.it/files/2010/06/tremonti_4002-300×216.jpg” alt=”tremonti_400″ title=”tremonti_400″ width=”300″ height=”216″ class=”alignnone size-medium wp-image-57″ />
(da Il Giornale del 4 giugno 2010, Marcello Veneziani)

«Sarò perverso, ma Giulio Tremonti mi ispira un’infrenabile simpatia. Le sue crudeltà mentali e le sue crudità ministeriali mi mettono di buonumore, i suoi tagli mi eccitano, quando si arrabbia mi diverte più dei suoi imitatori Guzzanti e quando tradisce in una battuta, in una smorfia, perfino in un balbettio sottovoce, la sua meticolosa cattiveria e il suo disprezzo per l’interlocutore, mi fa godere come un pazzo.

Quando ti guarda sembra che stia prendendo la mira. Mi piace vederlo quando fa soffrire Bondi, mi ricorda er Canaro quando chiudeva in gabbia le sue vittime e gli praticava dolorosi tagli. Mi esalta quando prende a calci Brunetta, realizzando il sogno di milioni di fannulloni. O quando gela ministri, governatori e sindaci che battono cassa, chiedono stralci e clemenze e lui con sadico rigore li riduce sul lastrico. O quando bisticcia con le ministre donne, impermeabile al loro fascino; anche se lo vedrei magnificamente insieme con Mara Carfagna a la Pupa e il Secchione (a ruoli invertiti, vedrei bene Calderoli e la Gelmini, il Pupo e la Secchiona). Ma quando fa coppia con Berlusconi raggiunge il top.

Tremonti è l’Anti-italiano per eccellenza e dunque l’esatto opposto di Berlusconi, che è invece l’Arci-italiano, ovvero la gigantografia dell’italiano medio. Gioviale l’uno burbero l’altro, piacione l’uno dispiacione l’altro, uno incline al riso e al sorriso, l’altro non va oltre il ghigno e il sogghigno. Con Berlusconi fanno una coppia perfetta, perché Giulio incarna il Sacrificio e Silvio il Sogno; o se preferite, uno è il bastone e l’altro la carota. Se Berlusconi è Dio, Tremonti ha assunto il ruolo di san Pietro, detiene le chiavi del Paradiso e seleziona gli ingressi. Il messaggio subliminale dell’uno è stringete la cinghia, il messaggio dell’altro è slacciate le cinture. Tutto ciò che dice, tocca, fa Berlusconi sarebbe impensabile che lo facesse, lo dicesse, lo toccasse Tremonti: donne, barzellette, canzoni, calcio, effusioni espansive. Sarebbe impensabile vedere Tremonti ballare o vederlo stringere una donna se non alla carotide, per sopprimerla. Misogino è forse riduttivo, credo che Tremonti non sopporti nemmeno i bambini, ma ho forti dubbi anche sui vecchi e in genere sugli adulti. È insofferente verso il prossimo anche se si sforza di non darlo a vedere.

Impensabile pure sarebbe vederlo, che so, al mare in calzoncini corti o a fare il sub, come fa Fini quando vuole sfuggire alla superficialità e farsi profondo. Tremonti al sole non si abbronza, si ossida. Figuratevi vederlo esultare allo stadio, al più proverebbe qualche eccitazione in biglietteria. Se fosse allenatore ridurrebbe il numero dei calciatori da undici a sette. Quando dice che non metterà mai le mani nelle tasche degli italiani bisogna credergli: lui le mani nelle tasche degli italiani non le metterebbe mai perché gli farebbe schifo.
Se gli propongono una escort, Tremonti chiede quanti chilometri fa con un litro. Se lo invitano al compleanno di una ragazza, le manda una copia del suo libro La paura e la speranza, ma poi non si presenta al festino; in compenso le manda la visita fiscale. Se gli infilano una bella zoccola nel letto, ordina la derattizzazione. Se gli fanno ingurgitare con l’inganno una pillola di viagra, al più gli scompare la erre moscia.

Se Berlusconi si dichiara il più ricco del Parlamento, Tremonti si dichiara invece il più povero, un reddito da modesto professore valtellinese. Indifferente al sesso e al denaro, mistico dell’euro e asceta delle finanze, portatore sano del Tesoro, Tremonti è un’anomalia assoluta nel panorama italiano. Non potranno mai prenderlo in castagna perché non ha i punti deboli dei suoi connazionali, il sesso, il denaro e la comitiva, non ha da sistemare figli, amanti e compagni di magnata, anche perché immagino che si nutra con la flebo. E sono convinto che anche della casa gratis con vista mozzafiato non saprebbe cosa farsene. A lui basta incapsularsi in una navicella e giocare ore e ore con i bond.

Mi rendo conto che è riduttivo definire Tremonti semplicemente anti-italiano. Più giusto sarebbe definirlo disumano, e lo dico come un complimento. Il genere umano non è il suo genere preferito. Tremonti è un incrocio ben riuscito tra un elettrodomestico e un extraterrestre. Le sembianze e le movenze umane dissimulano a malapena un design e un microchip decisamente estranei al mondo degli umani. Ha i tratti dell’automa e dell’ingegno puro, qualcosa ci dice che Tremonti è il prototipo dell’intelligenza artificiale. Quasi la prova vivente e già collaudata che può nascere e svilupparsi un essere da una cellula prodotta in laboratorio e poi depositata in banca. E non una banca del seme, ma proprio un istituto di credito.
Una volta lo ebbi al mio fianco a Procida in un convegno, temevo che venisse fuori la sua anima padana, il suo leghismo implicito; invece riuscì a passare per terrone, e molti videro in lui addirittura il vendicatore della cassa del Mezzogiorno. Standogli vicino ebbi l’impressione che usasse il baygon come brillantina per i capelli e il flit come deodorante. Non credo invece che Tremonti usi il dopobarba perché non mi pare che cresca la barba sul suo volto, al più si deposita un leggero pulviscolo, come sui display della tv e del computer.

Di Tremonti ministro io mi fido. Anche le sue oscillazioni tra liberismo e socialismo, tra von Hayek e Marx, tra la passata adorazione del turbocapitalismo e la presente critica del mercatismo nel nome antico dei popoli, delle identità e di diopatriaefamiglia, hanno il sapore dell’intelligenza più che del trasformismo. Tremonti è disponibile in più versioni, cabrio, station wagon e coupé. Ma in questa crisi sono contento che sia lui al Tesoro.

Devo scusarmi infine con il ministro se ho messo in giro una scabrosa diceria anatomica su di lui, che sta circolando con incresciosa insistenza: nel corso di una cena insinuai che Tremonti al posto degli organi genitali avesse un euro. E che da bambino, invece, avesse la lira tra le gambe. Niente malizie, alludevo solo a un caso di deformazione professionale».

Nessun commento

Mar 22 2010

l’homo zappiens

Pubblicato da archiviato in Primo piano

HOMO VIDENS E HOMO ZAPPIENS

Sconnessi e somari

HOMO VIDENS E HOMO ZAPPIENS

Sconnessi e somari

 

Analfabeta è chi non sa l’alfabeto, e che perciò non sa leggere né scrivere. Beninteso, anche l’analfabeta parla e capisce frasi elementari. Per esempio capisce la frase «il gatto miagola», ma è già in difficoltà se la frase diventa «il gatto miagola perché vorrebbe bere il latte». L’esempio è di Tullio De Mauro, principe dei nostri linguisti, che torna alla carica con una nuova edizione del suo libro La cultura degli italiani. Cultura o incultura?

I suoi dati dicono che il 70% degli italiani è pressoché analfabeta o analfabeta di ritorno: fatica a comprendere testi, non legge niente, nemmeno i giornali. Per il sapere un 70% di somari è una maggioranza deprimente; e per la politica costituisce un’asinocrazia travolgente e facile da travolgere. Perché siamo arrivati, o scesi, a tanto? Quasi tutti puntano il dito sullo sfascio della scuola, a tutti i livelli. Perché è la scuola che dovrebbe «alfabetizzare ». Sì, ma chi ha sfasciato la scuola? Alla fonte, e più di ogni altro, sono stati i pedagogisti, il «novitismo pedagogico», i diseducatori degli educatori. E poi, s’intende, tanti altri: il sessantottismo demagogico dei politici, e anche la marea dilagante delle famiglie Spockiane (illuminate dal permissivismo a gogo del celebre dottore Benjamin Spock).

Ma quando si discute di trasformazioni della natura umana (io nel 1997 nel libro Homo Videns e di recente altri con la formula dell’Homo Zappiens) allora il fattore decisivo è la tecnologia. Così alla fine del 1400 nasce l’uomo di Gutenberg con l’invenzione della riproduzione a stampa della preesistente scrittura a mano; così, sostengo, l’invenzione della televisione crea un uomo forgiato dal «vedere» il cui sapere e capire si riduce all’ambito delle cose visibili a danno delle idee, delle immagini mentali create dal pensiero. Al limite, l’homo videns sa soltanto se vede e soltanto di quel che vede. Il che equivale a una perdita colossale delle nostre capacità mentali. Invece la teoria dell’homo zappiens trasforma questa perdita in una glorificazione, in un annunzio di nuovi e gloriosi destini.

La dizione è ricavata dal telecomando che consente e produce il cambiamento incessante dei canali televisivi; il che abituerebbe il nostro cervello al cosiddetto multitasking, al saper fare molte cose contemporaneamente. Davvero? Io direi, invece, che così veniamo abituati alla «sconnessione », a un saltare di palo in frasca che equivale alla distruzione della logica, della capacità logica di pensare una cosa alla volta, di mettere questa scomposizione analitica in sequenza, e nell’accertare se un rapporto prima-dopo sia anche un rapporto causa- effetto. Il progresso della tecnica è inevitabile.Ma deve essere contrastato quando produce l’homo stupidus stupidus. Sempre più i ragazzi di oggi vivono per 12 ore al giorno in «iperconnessione » e così, anche, in «sconnessione». Sono giustamente disgustati dalla politica. Ma dovrebbero anche essere disgustati di se stessi. Cosa sapranno combinare da grandi?

Giovanni Sartori
22 marzo 2010

Nessun commento

Feb 10 2010

Italiese

Pubblicato da archiviato in Società e taggato: , , , ,

Il candidato Cioè (di Antonello Caporale, La Repubblica)

Prosegui la lettura »

Un commento presente

Feb 04 2010

salviamo l’italiano!

Pubblicato da archiviato in Primo piano e taggato: ,

Video importato

YouTube Video
   

Titolo ambiguo per questo post, che vuole difendere sia l’italiano come lingua, sia l’italiano come individuo, al di là di qualunque pregiudizio razzista.

Prosegui la lettura »

Un commento presente

Feb 04 2010

what a beatiful country!

Pubblicato da archiviato in Curiosità e taggato: , ,

Video importato

YouTube Video

Nessun commento

Feb 04 2010

stella

Pubblicato da archiviato in Argomenti vari e taggato: ,

Video importato

YouTube Video

Prosegui la lettura »

Nessun commento

Ott 09 2009

alla corte del cavaliere….

Pubblicato da archiviato in Società e taggato: , , ,

Prosegui la lettura »

Un commento presente

Set 06 2009

Finis terrae – diario di un viaggio alla fine del mondo

Pubblicato da archiviato in Città del mondo e taggato: ,

Davanti l’Oceano, dietro null’altro che ricordi…

Prosegui la lettura »

Nessun commento

Pagina successiva »